Oggi, 30 anni fa

Tra i commenti a questo post c’era quello di Totò, dalla Sicilia.
Sono un siciliano, e per me Peppino, Giovanni, Paolo, Rosario e tanti altri caduti sono fratelli.
Il 9 maggio ero a Cinisi insieme a tanti altri per ricordare Peppino, caduto per difendere la nostra libertà.
credetemi è difficile molto difficile trovare la forza di andare avanti, quando non si è coraggiosi come altri miei conterranei, molto difficile dicevo trovare la forza di combattere contro questo sistema, mi riferisco a quello politico-mafioso che continua a mantenere questa terra nel sottosviluppo, che costringe i nostri amici i nostri fratelli, ancora oggi ad emigrare per cercare la dignità,la dignità di un lavoro, che la Sicilia non ti permette di acquisire, migliaia negli ultimi anni sono andati via dalla sola provincia di Agrigento, tutta gente che non tornerà più, un vero salasso per la nostra società,
ti si stringe il cuore quando alla fine delle vacanze vedi svuotare le città,
quando un’ altro amico ti dice “sai parto, vado a lavorare a Milano”.
tutto questo avviene nel totale disinteresse della classe politica, di destra e di sinistra, i primi troppo occupati a dividersi le poltrone, i secondi a raccogliere le briciole.
E’ dura accorgersi che la politica non sa di cosa parla quando accenna alla questione meridionale, è dura accorgersi che alla politica conviene mantenere lo status quo, perché i bisogni dei siciliani sono un ‘ottima merce di scambio.
Scusate se sono andato un po’ fuori tema, volevo un po’ condividere tutta l’ amarezza che ho in corpo, dopo 30 anni dalla morte di Peppino c’è ancora tanto da fare, spero che il ricordo di Peppino mi aiuti ad andare avanti.
Totò



Ciao Piero,
in questo momento sto ascoltando Radiohead.
Guardare l’immagine che hai messo quasi mi provoca commozione, nostalgia…guardo i suoi occhi e vedo gli occhi di un uomo che ha sognato, di un uomo che vedeva il mondo con gli occhi di un bambino.
Come tutti gli uomini aspirano a fare.
Si sa che la felicità e l’intelligenza è una strada che riporta all’infanzia, alle emozioni di quell’età, alle gioie, alla bontà, all’innocenza. Il ritorno allo status ante quo lo chiamano gli psicanalisti.
Vorrei avere dentro di me un pò della sua forza e un pò del suo anticonformismo.
Scusami il tono un pò distaccato ma ho profondo rispetto per un eroe.
Io gli voglio bene…tanto..
Vito