Il conflitto di interessi


Almeno nell’arco delle nostre esistenze terrene, una seria legge sui conflitti di interesse non sarà nè concepita nè approvata: questo è certo. Sarebbe un’assoluta priorità, qualcosa su cui far cadere con onore una maggioranza parlamentare. Ma non si può fare questo sgarbo al padrone d’Italia. Nemmeno ora che i servi sconci Fini e Casini iniziano a dare qualche timido segno di ravvedimento. Del resto, come sappiamo, tutti i partiti sono in conflitto di interessi. Quindi è comprensibile che non abbiano voglia di suicidarsi. Nondimeno trovo divertente porre ogni tanto la questione, soprattutto ai leaderini unionisti. Certe facce di bronzo sono uno spasso. Con le frattaglie del materiale video non ancora montato il nostro amico Diego ha cucinato un primo minestrone, con Ermete Realacci, Enrico Letta, Massimo D’Alema, Paolo Gentiloni e Francesco Rutelli.

Il nostro presidio di domani in piazza della Scala è stato annullato e rinviato a data da destinarsi, per brutti imprevisti personali.

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I commenti dei lettori

Non so se fanno più male le continue balle di berlusconi o quelle poche ma dolorose di D’Alema…

Come si chiama la canzone che avete messo in sottofondo ragazzi? è troppo bella…se qualcuno risp please….

Vi prego di continuare quello che fate…siete un esempio morale, che oggi è più prezioso di qualunque cosa…ogni servizio che fate è un dono inestimabile a tutti gli italiani…se solo non fossimo così “coglioni” (come ci chiama Don Mastella) da adeguarsi al sistema (mafia)…le cose che mi davano più fastidio del servizio erano la persone indifferenti e le risposte alle sole domande specchietto…comunque grazie!!!!siete degli eroi, non gente che fa Politica, ma eroi.io sono di Roma ma urlo con voi QuiMilanoLibera!

Un piccolo appunto a Marco. E’ proprio questa la vera politica (quella di “qui Milano libera”), e l’ altra è un grande e spaventoso inciucio.

Purtroppo io sono molto pessimista: sono convito che in Italia non cambierà mai niente, però sarei un invertebrato se non fossi convinto (e lo sono) che è indispensabile fare di tutto per cambiare le cose.

Dunque tanto di cappello a voi ragazzi, che , a differenza della quasi totalità dei giornalisti, fate domande giuste alle persone giuste.

Mi verrebbe da dire persone sbagliate, nel senso che sarebbero da cambiare insieme al sistema marcio e corrotto che inperversa su questa nostra republica (non sarebbe stata meglio se fosse stata una monarchia :-) Italiana.

A volte penso che il problema risieda nel nostro DNA.

Increjiiibili amijici do a politica italiagna… RUTELLI DICE (IN PARTE) UNA COSA SENSATA… e da lui piu` di tanto non e` che ci possiamo aspettare. AVANTI SAVOIA!

X Luca… spero che Diego ti risponda presto… io il titolo non lo ricordo…
Diego… e digli come si chiama la canzone!!! ;-)

a tutti gli altri… grazie!
saluti, franz

La canzone è “Soul auctionner” dei Death in Vegas. L’album è “The Contino Sessions”.

Ehi!… come sarebbe a dire “brutti” imprevisti personali!
Forse non vi rendete conto che per molti di quelli che vi leggono voi ormai siete gente di famiglia.
Spero che non si nulla di grave, ed in goni caso in bocca al lupo.
Poi se serve una mano…
Un abbraccio.

Ragazzi grazie di cuore, non pensavo che mi avreste risposto.
W QML

Il trionfo della bugia (2) di Rita Guma del 3 luglio 2003
Una affermazione che merita una disamina a parte e’ “i giornalisti sono tutti comunisti” (nella variante l’80% dei giornalisti sono comunisti). Vanno fatte tre osservazioni preventive.

In primo luogo per molti giornalisti esiste un forte condizionamento da parte della testata di appartenenza, cioe’ un orientamento ad allinearsi, o almeno a non contrastate i desiderata dell’editore, per timore di ripercussioni sul contratto di lavoro. Quindi e’ importante sapere chi sia l’editore di una testata o il proprietario di una TV.

In secondo luogo i programmi radiotelevisivi e i giornali traggono le risorse finanziarie in buona parte dagli inserzionisti pubblicitari, quindi anche le aziende non attinenti la comunicazione (ad es assicurazioni, immobiliari, societa’ di costruzione od alimentari) di proprieta’ di chi abbia interessi politici possono condizionare le scelte della testata che le pubblicizza.

Infine, la comunicazione politica non e’ solo il commento, l’approfondimento o la cronaca. Il presentatore TV che fa lo spottino elettorale durante il telequiz, l’intervista sul rotocalco femminile all’attrice che espone tesi vicine alla politica del governo, ed anche il palinsesto televisivo fatto in modo che alcuni fatti d’attualita’ vengano sommersi da programmi che distraggono l’utente-cittadino-elettore, sono messaggi ancor piu’ pericolosi, perche’ subliminali o fatti inaspettatamente, quindi quando le difese critiche che mettiamo in atto durante un notiziario o leggendo un quotidiano sono disattivate.

Inoltre la televisione si rivolge ad una massa maggiore di cittadini, entra nelle case e puo’ contare sull’immagine animata, che fa molta piu’ presa. Ecco perche’ meglio detenere il controllo di settimanali scandalistici e TV che di quotidiani e giornali d’opinione.

Alla luce di quanto detto, nel settore dei media Berlusconi possiede o controlla, oltre a Il GIORNALE (indichiamo solo i nomi piu’ noti):

Settore radio e TV: 3 RETI MEDIASET, il CdA delle 3 RETI RAI, AUDITEL, FININVEST , FINMEDIA, MEDIATRADE, PENTAFILM MUSIC, CANALE 5 MUSIC, VIDEOTIME , MACH 5 DISCO, MEDIADIGIT , RADIO E RETI Srl , RADIO FIVE, RETE 10 , R.T.I. MUSIC, TELE ORIONE 1 MI, TELEUROPA Spa NA, TELE TORINO Spa TO, oltre ad alcune all’estero.

Periodici: Auto oggi, Calcio 2000, Casabella , Casa facile, Casa idea, Casa viva, Chi , Ciak, Confidenze, Cosmopolitan, Cucina moderna, Donna moderna, Focus, Forza Milan, Glamour, Grazia, Interni, Intimita’, L’uomo vogue, Panorama, Panorama Web, Pc Professionale, Prometeo, Sale e pepe, Segretissimo, Sorrisi e canzoni TV, Starbene, Stop, Tu, Tutto, Vera, Vogue e altri. Periodici per bambini: Bambi, Cip & Ciop, Disney enigmistica, Paperinik, Paperino, Top girl, Topolino, Winni the Pooh e altri.

Edizioni: MONDADORI, PENTA, EINAUDI, ELEMOND, LE MONNIER, MONDOLIBRI, SILVIO BERLUSCONI EDITORE, MONDADORI INFORMATICA EDUCATION, CEMIT, ELECTA, S.A.G.E., SORIT , SPERLING & KUPFER e altre. Societa’ collegate: Mondadori SOLE 24 ORE S.p.A, Ebis Media (IlNUOVO.it) , SOCIETA’ EUROPEA DI EDIZIONI, Panini, Walt Disney, BOL books on line e altre.

Portali: JUMPY e altri.

Piu’ della meta’ delle risorse pubblicitarie italiane e’ controllata da Berlusconi.

Amici e collaboratori di governo dirigono IL FOGLIO, LIBERO, L’OPINIONE e altri. Non sono comunisti i giornalisti di: IL SECOLO D’ITALIA e LA PADANIA, organi dei partiti alleati di governo. Fra i gruppi editoriali vicini alla CdL vi sono poi l’editrice Rusconi (Gioia Gente, Marieclaire, Donna, Elle, Rakam, Evatremila, Quark) il gruppo editoriale dei Caltagirone CALTANET (IL MATTINO, IL MESSAGGERO) ed il gruppo MONRIF (Il resto del Carlino, La Nazione, Il Quotidiano, Il Giorno).

Vari giornalisti non comunisti sono poi sparsi per diverse testate non direttamente collegabili (alcuni redattori de La Stampa provengono ad es. dal Panorama di Ferrara). Le testate del mondo cattolico (Famiglia Cristiana, Avvenire, Tempi), si dividono fra simpatie a destra e a sinistra, cosi’ come avviene per i partiti cattolici a livello parlamentare, e lo stesso avviene per i possessori di piccoli media (TV private e radio regionali e locali, stampa locale).

Al gruppo L’Espresso, controllato da De Benedetti, fanno invece capo La Repubblica e 18 quotidiani locali, tre radio, DJ TV, la Manzoni Pubblicita’, Kataweb ed alcune testate scientifiche. Al gruppo RCS, non apertamente schierato, fanno capo i quotidiani Il Corriere della Sera (che di recente ha cambiato direttore, fra le polemiche), La Gazzetta dello sport e periodici come Capital, Il Mondo, Astra, Novella 2000, Brava Casa, Max e Oggi, le edizioni Fabbri, Rizzoli, Bompiani e Sonzogno, Ebooks on line. Da notare la disparita’ notevole delle risorse, e lo sbilanciamento decisivo dovuto al controllo delle TV nazionali, a sfavore dei “comunisti”.

Secondo le stime dell’Audipress (l’associazione che rileva i dati delle principali pubblicazioni italiane) relative al periodo fra il 16 settembre e il 30 dicembre 2002, i quotidiani piu’ venduti (e letti) sono, nell’ordine: Gazzetta dello sport, La Repubblica, il Corriere della Sera, La Stampa, Il Corriere dello Sport-Stadio, Il Sole 24 Ore, Il Messaggero ed Il Resto del Carlino.

Tra i settimanali il più letto è Sorrisi e canzoni Tv con 6 milioni e 577 mila lettori, davanti a Famiglia Cristiana (3 milioni e 565 mila), Oggi (3 milioni e 496 mila), Panorama (3 milioni e 343 mila). Al di la’ delle inevitabili omissioni dell”esposizione fin qui fatta, appare chiaro come l’affermazione tanto spesso diffusa, anche ieri in Europa, i giornalisti sono comunisti, non risponda al vero.

da www.osservatoriosullalegalita.org

Mi viene da vomitare!!!!!!!!!!!!!!

Se venite a Palermo avete tutto il mio supporto qui è un supermercato della monnezza e ciò di cui la gente ha bisogne è informazione.
Abbiamo il capogruppo dell’Udc al Consiglio Comunale di Palermo Felice Bruscia rinviato a giudizio per corruzione, truffa, falso e abuso d’ufficio. Immagino una vostra incursione

Noi immaginiamo la tua incursione… il metodo qml è libero da copyright… qualche amico, un bel volantino documentato, una videocamera e qualche bella domanda al signor Felice… se poi ci mandate il video lo pubblichiamo sui due blog…
la forza sia con voi!!
qml

Piero sei un grande.
Come al solito.
Cosa stai organizzando per la Forleo?
Siamo in molti dalla tua dalle perti mia…

Un conflitto di interessi su scala regionale: quello dell’Assessore Regionale Marco Pagnoncelli sul Piano Cave di Bergamo.
Abbiamo lanciato una petizione on line (e cartacea nei prossimi giorni). Si può (si deve?) sottoscrivere all’indirizzo http://marcellosaponaro.it/appelli/index.php
(prestissimo anche su www.pagnoncellidimettiti.org
Ciao

Marcello Saponaro

cari ragazzi, ma voi non siete quelli che vanno a contestare i pregiudicati? Non avete obiettato a gente che andava ai convegni a cui partecipava Andreotti che era indegno andare a discutere con un colluso con la mafia? Beh, vi consiglio, se siete obiettivi e non guardate in faccia a nessuno, vi sfido a contestare un certo Piero Ricca che il 12 dicembre parteciperà ad una iniziativa in ricordo delle vittime di piazza Fontana insieme, tra gli altri, ad un certo Saverio Ferrari, condannato per gravissimi fatti di violenza negli anni ‘70 in quanto capo di Autonomia Operaia. In un convegno dedicato alle vittime del terrorismo la sua presenza è uno scandalo, no? Come mai Piero non ha nulla da ridire?

Rispondo al signor Wallace

primo no noi non siamo quelli che vanno a contestare i preguidicati, siamo quelli che s’indignano per il malaffare dilagante, per la commistione tra politica ed affari, per la mancanza di moralità endemica che c’è in questo paese che gridiamo e alziamo la voce contro lo schifo che ci circondache protestiamo mettendoci in gioco personalmente e che critichiamo i politicanti ed i maglairi di turno, non ci accaniamo a prescindere contro qualsiasi pregiudicato non siamo puristi della legge e soprattutto sappiamo discernere e differenziare, analizzare a vari livelli, differenziare fattispecie da fattispecie. Bene questo per dirti in breve ‘quello che siamo’. Riguardo a Saverio Ferrari “i gravissimi fatti di violenza” (sic!) che la giustizia italiana gli imputa sono il concorso morale in fabbricazione di molotov, cioè era presente alla fabbricazione di molotov non opponendosi a ciò o al massimo incentivando la fabbricazione, condannato a 3 anni di reclusione e qualcosa - di cui uno scontato in carcere -, il fatto che in piazza a ricordare la strage fascista del 12 dicembre ci sia anche lui non implica la non partecipazione di nessuno, tantomeno di Ricca. Come ultima cosa ti faccio notare che è ben differente essere in piazza in una manifestazione dove magari comapre qualcuno che s’è macchiato di cose disdicevoli - non è il caso di Ferrari, stando alla giustizia italiana - e sedersi ad una conferenza a fianco di un colluso con la mafia. Fare di tutta un erba un fascio e basare le proprie critiche sul pressapochismo, oltre a essere sterile, denota una scarsa propensione alla coprensione e rischia di apparire una rozza boutade.

Andrej

vi segnalo un evento:

Teatro Carcano, Milano - 11 Dicembre 2007 - ore 21

Tempi duri per l’antimafia, filo da torcere per i magistrati impegnati in prima linea a indagare, investigare e togliere coperchi da pentole bollentissime…

Indignato dalle cronache giudiziarie di questi mesi neri e da una politica troppo spesso spudoratamente connivente, un gruppo di libere cittadine e liberi cittadini ha deciso di organizzare una serata al Teatro Carcano di Milano dal titolo BREAK THE MAFIA.

Una serata per rompere il silenzio, per abbattere il muro sempre più alto dell’indifferenza, ma anche per smuovere le coscienze, per informare senza filtri mediatici, per risvegliare il senso civico, per ….

Per queste e molti altre ragioni, con il sostegno prezioso e la collaborazione fattiva di due associazioni, Ammazzatecitutti e Liberi di pensare, il gruppo organizzatore è riuscito ad avere come ospiti sul palco (in ordine alfabetico): Sonia Alfano, Salvatore Borsellino, Luigi De Magistris, Pino Masciari e Aldo Pecora.

Alla serata prenderà parte anche Clementina Forleo come ospite speciale.

Introduzione ed epilogo della serata, una performance di Break Dance, la danza di strada, tutta incentrata e giocata sul delicato tema.

Moderatori: Gianni Barbacetto e Antonella Mascali.

www.breakthemafia.it

i delinquenti non hanno in mano solo il parlamento, perchè i delinquenti sono anche i banchieri, la grande industria e gli speculatori, sono coloro che difendono un modello di vita che ci vuole solo consumatori obbedienti, sono i burocrati di Bruxelles, sono i potenti di Usa e Cina, le due nuove superpotenze, che giocano a farsi la concorrenza ma fanno in realtà parte di un unico gioco, quello della globalizzazione che ci obbliga a lavorare come bestie per avere sempre di meno, sono i truffatori d’idee che difendono una società in cui la democrazia è solo una facciata, sono i “civilizzatori”, i neocolonialisti che con la scusa della democrazia negano il sacrosanto diritto dei popoli alla propria cultura e all’autodeterminazione, sono i media, servi delle oligarchie, che bombardano la gente di informazioni inutili negandole una vera libertà d’espressione, sono i guardiani di una “crescita infinita” che è solo assassina e votata al crollo. Noi siamo per una democrazia nuova, diretta, in cui i cittadini si riprendano la loro sovranità; siamo per le autonomie locali; siamo per un’Europa che prenda la via di un modello alternativo a quello totalitario della globalizzazione; siamo per un’economia umana, in cui non conti solo il profitto, ma prima di tutto l’Uomo. Siamo per mettere uno Zero a questa società di schiavi. Il nostro valore è la Libertà.

MASSIMO FINi

prendiamo atto che per voi di Qui Milano libera fabbricare molotov e far parte di un’ organizzazione estremista macchiatasi di violenze e omicidi non è cosa disdicevole. Il che la dice lunga sulla vostra concezione (aberrante) della legalità.

tra l’altro hai scritto una bugia: Ferrari è stato condannato a 5 anni e 6 mesi in quanto responsabile di alto di livello di Autonomia Operaia, nota associazione no profit di beneficenza che negli anni ‘70 compiva meritorie azioni come sprangare avversari politici. Complimenti a voi tutti per l’ appoggio incondizionato che date a questi nobili personaggi. E voi sareste paladini della legalità…

non condannare senza se e senza ma ciò che l’organizzazione di Ferrari ha fatto negli anni ‘70 rischia di apparire collusione morale con la violenza extraparlamentare…

Devo tornare a rispondere al signor Wallace

la condanna a Saverio Ferrari, emessa dalla I sezione dela Corte di Cassazione è di tre anni e sei mesi per concorso esterno in fabbricazione di molotov, il reato di maggior importanza che gli viene implicato, ribadito ciò se non mi credi ti invito a contattare il signor Ferrari che sarà ben lieto di farti vedere le carte del processo e magari di dirti ome è andata a finir con coloro che subirono una sua querela perché continuavano a mettere in giro tali notizie menzoniere. Detto questo qui l’unico bugiardo sei tu, carte alla mano chiaro, poi nella tua testa fai un po’ tu.

Poi sul resto bé vedi tu come pensarla io non sono per il ripetto di qualsiasi legge a qualsiasi costo, se questo per te è aberrante bene, abbiamo valori molto differenti

Andrej

Rettifica:
tre anni e tre mesi per fabbricazione di molotov

Andrej

Ultima nota: l’anno della condanna è il ‘92

Andrej