Europa7 in Europa

Chi segue la vicenda Europa7 attende che si pronunci la Corte europea di giustizia. Il caso è così riassumibile: un imprenditore nostrano, vincendo una gara, ha ottenuto il diritto di utilizzare frequenze televisive delle quali non può entrare in possesso perché occupate da un’altra emittente, Rete4. Quattro gioverni non hanno dato attuazione a tale diritto. Un decreto ad personam ha salvato Rete4 e contraddetto il risultato della gara e di un paio di sentenze della Corte costituzionale. Dopo un lungo iter giudiziario la questione e`approdata alla Corte europea. Oggi l’Avvocato generale della Corte europea si è espresso in favore di Europa7 appellandosi alle norme comunitarie, qualora l’Italia non si adoperasse per mettere ordine nell’annosa vicenda. Francesco Di Stefano, titolare di Europa7, si aspetta una sentenza entro la fine dell’anno. Favorevole alle sue ragioni, dopo otto anni di attesa.
Riporto l’agenzia:
Lussemburgo, 12 set. (Apcom) - “I giudici nazionali devono esaminare attentamente le ragioni addotte da uno Stato membro per ritardare l’assegnazione di frequenze ad un operatore che ha ottenuto diritti di radiodiffusione televisiva in ambito nazionale a seguito di una gara d’appalto e, se necessario, devono ordinare rimedi appropriati per garantire che tali diritti non rimangano illusori“. Lo afferma l’Avvocato generale della Corte europea di giustizia, Poiares Maduro, nelle sue conclusioni emesse oggi a Lussemburgo, sul caso Europa7, l’emittente privata che aveva vinto nel ‘99 la gara pubblica per l’assegnazione delle frequenze televisive nazionali, ma che non ha mai avuto la possibilità di trasmettere perché le frequenze che dovevano esserle assegnate erano occupate da Rete4.
L’Avvocato generale, afferma che “qualora le norme nazionali non prevedano mezzi di tutela efficaci, il diritto comunitario esige che i giudici dello Stato membro provvedano non di meno ad evitare situazioni in cui sarebbe messa a repentaglio la piena efficacia delle norme comunitarie e sarebbe infirmata la tutela dei diritti da esse riconosciuti”. L’articolo 49 del Trattato comunitario, aggiunge inoltre, “richiede che l’assegnazione di un numero limitato di concessioni per la radiodiffusione televisiva in ambito nazionale a favore di operatori privati si svolga in conformità a procedure di selezione trasparenti e non discriminatorie, e che, inoltre, sia data piena attuazione al loro esito”.
La sentenza della Corte di giustizia sul caso Europa 7 è attesa per i prossimi mesi. Nella maggior parte dei casi, la Corte segue le conclusioni del suo Avvocato generale.
qml



non vedo l’ora che giustizia sia fatta. un solo dubbio, EUROPA 7