Vincenzo Garraffa, Dell’Utri e la mafia


Intervista “esclusiva” a Vincenzo Garraffa, l’uomo che con la sua testimonianza ha fatto condannare a due anni di reclusione, fino ad ora in appello, il senatore Marcello Dell’Utri e il boss della mafia Vincenzo Virga per tentata estorsione aggravata. Mostratela a chi ha dei dubbi sul rapporto fra mafia e politica, in particolare ai simpatizzanti in buona fede del partito azienda.

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I commenti dei lettori

bravo garraffa, uno che parla chiaro!

Il coraggio di quest’uomo dovrebbe esserci d’esempio.
Grazie per tutto quello che fate, mi piacerebbe darvi una mano concreta.
E’ possibile?

Sì. Vedi il post sul blog di Piero.

“oggi il riferimento politico della mafia è forza italia e udc.” esatto, bravo vincenzo.

cosi si fa.Un’ottima dimostrazione di come si dovrebbero dire le cose

un popolo serio avrebbe già fatto la rivoluzione da un pezzo… qui invece al massimo fanno il vaffanculo day… meglio emigrare, qui non ci sono speranze. :(

Frank, è proprio perché l’Italia non è affatto un popolo che non si muove un dito. “In Sicilia c’è la mafia? E’ roba dei siciliani. Si vede che se la vogliono.” Salvo poi accorgersi che sconfina, come appena ha fatto anche agli occhi dell’opinione pubblica quella calabrese. In Italia tutto è relativo. Al Nord basta pagare meno tasse, a Napoli basterebbero che pulissero un po’ più le strade, però non succede, e va be’. pazienza. Non è rassegnazione soltanto, è solitudine. La solitudine di un popolo che è mille popolini piccoli, deboli, scarni, incapaci di alleanza, di sentimento comune, tranne quando giocano che quattro deficienti dei calciatori. Allora tutti in piazza, però poi alla festa della Nazionale campione, già i romani battono le mani solo a Totti, e quando sui maxischermi passano i gol di Del Piero, allora giù fischi. L’estasi è già passata, si torna piccoli, nemici, soli col proprio gruppetto a se medesimo pensante. Se contestualizziamo tutto questo in un paese culturalmente arretrato, come sempre è stato, manipolato da una televisione onnipresente che lo lavora ai fianchi (tutte cose ormai così risapute che fa senso continuare a ricordarle, eppure il lavoro ai fianchi continua, sempre più efficace), come si può sperare che cambi qualcosa? I politici? Anche loro tanti popolini, soli con i loro minuscoli desiderata, incapaci di vedere i mali del paese, il sottosviluppo delle infrastrutture, lo stravolgimento delle regole di convivenza sociale. Eppure basta andare in altri paesi d’Europa vicinissimi per vedere come sarebbe facile far funzionare cose che da noi ormai sono cause perse.
Servirebbe una rivoluzione dell’intelligenza, ma fatta coi forconi, perché certa gente si manda via solo aspettandola coi forconi sotto casa. Ma chi la dovrebbe fare la Rivoluzione qui?
E poi quanti lottano solo per dare un senso ai giorni, per soddisfare un normale anelito comunitario, per ipotizzare, azzardare un senso alla sveglia quotidiana.
Il Vaffanculo Day non è un male, non è utile e nemmeno inutile. Serve a quel che serve, perché la gente non è ancora davvero incazzata come dovrebbe essere. Perché non lo sia è un mistero, ma forse nemmeno. In Italia, per quella che è la sua storia, per cui una parte dei géni che stanno dentro tutti i suoi abitanti, non si arriva a incazzarsi più di tanto.
Non la Sicilia, l’Italia andrebbe commissionata, ma quando mai ci si metterebbe d’accordo su chi sarebbe meglio che lo facesse?
Arg.

appunto, qui il popolo serio non c’è, ergo nessuna rivoluzione, nessun vero cambiamento. ergo meglio emigrare, appunto.

Ergo se tutti gli italiani scendessero in piazza l’8 settebre magari comincerebbero a tremargli le gambe.. se ognuno cominciasse a fare qualcosa, invece di lamentarsi, cominceremmo a vedere i cambiamenti.. quanto alla rivoluzione, non è necessariamente col sangue che si cambia.. quello è l’ultimo mezzo.. prima abbiamo la democrazia… impariamo a usarla e andiamo a firmare.. se poi fallisce tutto e nessuno fa la rivoluzione, allora emigra pure.. IMHO

sono tanti anni che aspetto un governo decente e ormai la mia pazienza è finita! chi vuole restare in questo paese marcio resti pure, io spero di andare via presto.

Grazie Vincenzo Garaffa

L’otto settembre in piazza ci andrò eccome.
Poi però vediamo:
liquideranno con sufficienza la cosa, grideranno al macchiettismo, al qualunquismo, al finto impegno, bareranno sui numeri, le due parti politiche s’inventeranno le tesi più assurde.
Tutto finirà in caciara, perché ancora una volta le acque verranno intorpidite da bidonate di teorie fuorvianti miranti a conservare lo status quo.
A quel punto chi sarà l’interlocutore del Potere?
Lotto, con rabbia e col magone, ma non posso far tacere quella parte di me che non ci crede, che si otterrà qualcosa.
I cambiamenti improvvisi non accadono, occorrerebbe stravolgere un sistema per aspettare che poco alla volta maturini i frutti di un nuovo modo di voler essere, a 360 gradi.
Serve che i politici lo vogliano, stanno loro là, e non abbiamo mai vera alternativa quando votiamo. Son sempre gli stessi, e pi sono collusi, e poi ragionano allo stesso modo.
Qual è il mezzo per cambiare radicalmente la classe poitica? E soprattutto: c’è in giro abbastanza gente che sarebbe adeguata al ruolo da rivestire con nuove capacità, nuova coscienza, nuovo senso etico, nuova cultura.
Aiuto, se ci penso, a tutto quello che servirebbe, non ci credo più.
Meglio un passo alla volta. Allota ok, facciamo questo 8 settembre, ma chi si aspetta la luna piangerà amaro.

Alla sesta riga del messaggio sopra qui “intorpidite” è, ovviamente “intorbidate”.

non ho nulla contro il v-day, però confermo la mia forte voglia di andare via. buon v-day a tutti. ciao

NON RIESCO A ENTRARE NEL SITO DI PIERO RICCA NE SAPETE QUALCOSA VOI§???????????

Pare tutto ok per il sito di piero… pieroricca.org !!
qml

Lirio Abbate contesta la pratica di nominare amministratori indagati per mafia come a Palermo…

GUARDA IL VIDEO: http://it.youtube.com/watch?v=PYc1kA9QpgU

WWW.RIBERAONLINE.BLOGSPOT.COM

Che vergogna

Type your comment here.Non so se provare rabbia, dolore, sconcerto, paura, indignazione. L’Italia di oggi è quella immaginata dal Progetto di Rinascita Democratica della Loggia massonica P2 e resa tale dalla collaborazione con fascisti e mafia.